Il Partito Nazionale Fascista
Allo squadrismo delle origini alle adunate degli anni Trenta, il Fascismo mantenne costantemente due volti: quello vitale, violento, rivoluzionario delle camice nere e quello più politico, riformatore, statalista, del Regime. Il Partito Nazionale Fascista, nato come movimento nel 1919 e svanito nel nulla nel luglio '43, visse al proprio interno tutte le contraddizioni di un azione politica che cercava di mantenere le proprie radici rivoluzionarie pur cercando di sostituirsi il più possibile allo Stato.

   
Un progetto ambizioso - di fatto osteggiato dallo stesso Mussolini - che avrebbe potuto fare del PNF un partito totalitario e che invece si risolse nella creazione di una gigantesca organizzazione che aveva come scopo principale quello di mettere tutti gli italiani in camicia nera. Lasciando a poche frange giovanili il gusto della politica (e del dissenso), soprattutto nel corso degli anni Trenta, sotto la guida di Achille Starace, il PNF si ridusse a mera «fabbrica del consenso», destinata a chiudere ingloriosamente i battenti alla caduta del Regime