L'antifascismo
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La Resistenza, che combatté il Fascismo e il Nazismo tra il 1943 e il 1945 era stata annunciata e preparata con largo anticipo. Infatti, soprattutto nell’Italia del centro nord l’opposizione al movimento di Mussolini si manifestò, politicamente ma anche in modi violenti, fin dai primi passi dei Fasci di combattimento. A ben vedere erano gli antichi avversari socialisti del futuro dittatore a voler sbarrare il passo alle camice nere: inizialmente quindi soprattutto socialisti e comunisti. Ma ben presto il fronte antifascista si arricchì anche di personalità provenienti dal mondo liberale e da quello cattolico, portatrici di ideali democratici molto lontani sia dal Fascismo che dal Comunismo e da Socialismo rivoluzionario al cui fianco si trovarono comunque a lottare. Una contraddizione presente anche nella stessa Resistenza e che da tempo occupa gli storici. Tra ambiguità e sacrifici, infiltrazioni di agenti provocatori e gesti di eroismo, errori e repressione, l’antifascismo non abbassò mai la guardia, convinto alfiere di una visione della vita e dell’Italia antitetiche a quelle che il Fascismo andava imponendo ad un Paese, a tratti riottoso e a tratti decisamente consenziente e che solo nel dopoguerra avrebbe conosciuto appieno nomi come quello di Matteotti, dei fratelli Rosselli, di Gobetti, di Amendola. |
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L'antifascismo