La politica economica
Così come in politica estera e in politica interna, anche sul fronte economico il percorso del regime fascista si concluse in modo diverso da come si era inaugurato. Dopo esordi che non sarebbe azzardato definire di stampo moderatamente "liberista", il Fascismo, soprattutto dalla metà degli anni Trenta (sia per le necessità dell’autarchia sia per le crescenti spinte in senso totalitario che si avvertivano nel Partito) volle darsi una connotazione più originale attraverso la realizzazione del corporativismo, idea intorno alla quale intellettuali e studiosi di economia vicini a Mussolini si interrogavano da tempo.

Lo Stato Corporativo avrebbe avuto la sua prima manifestazione concreta a fine anni Trenta con la creazione delle corporazioni di categoria e poi con la Camera dei Fasci e delle Corporazioni, chiamata a sostituire la Camera dei Deputati. Ma l’economia non fu solo un mezzo per rivedere l’assetto istituzionale dello Stato: da una parte la «Difesa della Lira» (fine anni Venti) e dall’altra le grandi iniziative in campo agricolo (dalle bonifiche alla "Battaglia del grano") mostrarono il tentativo del fascismo di misurarsi con la realtà in una congiuntura segnata dalla crisi mondiale del 1929. E quando il presidente Usa Roosevelt giocò la carta del «New Deal» per portare fuori dalle secche l’economia americana, un Mussolini compiaciuto osservò come molti aspetti del «New Deal» ricordassero quello che andava facendo, soprattutto con l’incremento delle opere pubbliche, il suo governo in Italia.

In tutto questo i rapporti tra Regime e grande industria non furono mai stretti e sinceri. La diffidenza era reciproca: i grandi industriali non vedevano di buon occhio le tendenza stataliste e dirigiste di Mussolini (che portarono alla creazione di istituti come l’IRI di partecipazione pubblica a imprese in difficoltà) e questi, memore del fatto che sia lui che il suo movimento avevano radici anche nel sindacalismo, ricambiava la freddezza della classe imprenditoriale. Ma poi arrivò la guerra a interrompere questo lungo braccio di ferro.